Potenziato il Bonus R&S

Il credito di imposta per la ricerca e sviluppo sarà prorogato a tutto il 2020 e potenziato nella nuova legge di stabilità.

Il Ddl di bilancio introduce interessanti novità per il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo introdotto dal Dl 145/2013 articolo 3. Vediamone i dettagli.

Naturalmente resta il criterio di calcolo del bonus, che sarà valutato in percentuale sulle spese incrementali rispetto alla media degli investimenti realizzati nel triennio 2012-2014. L’intelaiatura di base della presente agevolazione resta invariata e cioè verrà conteggiata secondo un approccio incrementale rispetto alle spese del triennio 2012-2014 con l’estensione però di operatività del credito d’imposta di un ulteriore anno, portando quindi il periodo di vigenza al 2020.

I cambiamenti previsti dalla prossima legge di stabilità in ambito di credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo risultano particolarmente interessanti e riguarderanno i progetti condotti nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (2017 per i soggetti solari).

La novità più interessante riguarda sicuramente l’omogeneizzazione delle aliquote applicate alle varie voci di spesa ammissibile, cosa che comporterà l’eliminazione della percentuale del 25% riconosciuta per la determinazione del credito per le quote di ammortamento sulle spese per strumenti ed attrezzature di laboratorio e sulle spese per competenze tecniche e privative industriali. Ciò comporterà una semplificazione dei conteggi in quanto non vi sarà più la necessità di suddividerli per tipologia di spesa; si avrà quindi l’applicazione dell’aliquota unica al 50%.
Di notevole rilievo è anche l’innalzamento del limite annuo del credito che sarà elevato dagli attuali 5 milioni a 20 milioni di euro e la previsione di un ampliamento della tipologia di personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo ammesse con l’eliminazione del requisito dell’elevata qualificazione (c.d. “personale altamente qualificato”).

Rispetto all’attuale spesa intramuros per la quale viene agevolato il 25% dell’investimento, dal 2017 e sino al 2020 il costo agevolato sarà del 50%.
Aumenta anche il tetto annuo per beneficiario: sale da 5 a 20 milioni.

Queste variazioni sono sicuramente molto interessanti, ma si consiglia di aspettare l’approvazione del testo definitivo della legge di stabilità prima di considerarle come cosa assodata, memori delle notevoli variazioni intervenute in corso d’opera negli anni passati.
Gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle aziende italiane per molti anni sono stati conteggiati come spesa corrente. Il nuovo bonus R&S può essere una risposta forte in grado di cambiare le carte italiane nella tavola dello scenario internazionale.
Secondo gli obiettivi del Governo, il nuovo bonus R&S potenziato, congiuntamente ad altre misure incentivanti di Industria 4.0, potrebbe far emergere fino a 11,3 miliardi di euro di investimenti ricerca, sviluppo e innovazione tra il 2017 e il 2020, in media 2,8 miliardi annui che significherebbero un incremento del 12% rispetto ai livelli attuali.
Le modifiche avranno efficacia dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 Dicembre 2016. Coesisteranno quindi due modalità di definizione dell’incentivo: la prima per il biennio 2015-2016, la seconda per il quadriennio 2017-2020.

Beneficiari

Beneficiari dell’intervento sono tutte le imprese. Possono beneficiare dell’agevolazione anche gli enti non commerciali, i consorzi e le reti di imprese. Sono eleggibili anche i soggetti sottoposti a procedure concorsuali finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica.



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